venerdì 23 luglio 2010

Papiro #29

Bon, il #28 non lo pubblico, ma questo posso.
Allora. Questo papiro nasce così: un mio amico mi chiede delle dritte per fare un papiro, in pochissimo tempo, a livello di intestazione, logo dell'università, dove stamparlo... etc. Al che gli chiedo quanti giorni avevano, e ne avevano addirittura 3!!! cioè! Certo, di mezzo avevo un po' di cose in ballo... ma non potevo lasciarlo così! così mi sono offerto di fargli il disegno...
il problema è che ci ho potuto lavorare veramente poco. Per fortuna non era molto difficile, anzi, molto semplice e con poche pretese.
Devo dire che tutto sommato non è male... certo... poteva venire molto meglio se avessi avuto un po' di tempo... ma vabbè. meglio di nulla.

From Papiri
Bene, per i prossimi... a settembre :-)

giovedì 22 luglio 2010

Papiro #28

... questo papiro non lo posso pubblicare.
visto che non l'ho fatto integralmente io, e che anzi, io ne ho disegnato la base, ma poi è stato anche modificato da altre due persone, le quali alla fine l'hanno finalizzato.
In virtù di ciò, non posso considerarlo come un mio disegno, quindi zero disegno. Ma siccome ne ho fatto parte posso fare dei commenti... ma siccome non potete vederlo, questi commenti sarebbero inutili e ve li risparmio.

C'è da dire che l'altra persona, che ha fatto il grosso del lavoro se la cava decisamente meglio di me, ed è riuscita a fare i capelli ricci in modo eccelso... :'( non li farò mai così bene io :'(
Dai, Biru, non mollare!

P.S.: Ema, ti odio.

lunedì 19 luglio 2010

Pensieri sul disegno #1

Stavo ragionando, in seguito alla realizzazione di un disegno per un papiro (il #28), sul come vivo il rapporto tra me e il disegno stesso.
In fondo disegnare è un processo creativo. Anche quando ci si mette a "copiare" da una foto, un'immagine di qualunque tipo, o la realtà stessa, in realtà non si esegue mai una "copia" esatta.
Quello che ne esce non è altro che la rielaborazione attraverso la nostra mente e le nostre mani, anzi, a volte, la mente viene anche by-passata nel processo. Nel senso che a volte, volendo o meno, i tratti che escono dalla nostra mano "escono" dal nostro pensiero stesso. Alle volte ho quasi la sensazione che il disegno abbia una sua vita, una sua personalità che vuole uscire, e lotta con la mano del disegnatore per prendere vita come vuole lui.
Altre volte, invece, è proprio capriccioso, e lotta per non uscire.
Un po' come quando si vuole scrivere o raccontare una storia. Anche li i personaggi tendono a prendere vita e a far diramare la storia come loro la vivono, e lo scrittore si accorge dopo un po' di pagine che la storia è andata dove non voleva... e non sempre è un male.

In ogni caso, la riflessione nasceva dal mio fastidio incredibile nel lavorare su un disegno con altre persone. Sia chiaro, nulla contro gli altri... ma è un po' come quando scrivo, suono o canto. Così anche per il disegno. Preferisco essere da solo. Io e l'atto artistico/creativo. Per carità non riesco a suonare e cantare nemmeno Ligabue... e non ambisco ad essere definito "artista" nel disegno... ne avrei di strada da fare; tuttavia, è un rapporto personale.

Il disegno segue il mio stile, il mio modo di vedere le cose. Nel momento in cui si inserisce un'altra persona, non è più il "mio" disegno. Si rischia di avere degli scontri di stile nelle parti del disegno, rendendolo non più omogeneo... e anche la sola presenza di qualcuno che guarda mentre disegno... mi inquieta.

Perchè tra le fasi di disegno, e l'opera finita... ne passano di linee, ne si cancellano molte... e tutto quello che non viene definito completamente, può rispecchiare anche lati di noi stessi profondi. E' un po' come aprire la mente agli altri, permettergli di leggere i tuoi pensieri. Cosa che in parte rimane nell'opera finita, ma a quel punto abbiamo lasciato solo ciò che "permettiamo" di essere letto o visto.

Come per me, so anche di altri disegnatori (che sanno anche disegnare però) che impazzirebbero se un loro blocco schizzi venisse visto da chiunque oltre che da loro stessi.

Disegnare è una cosa personale, intima... e penso che non sopporterò mai l'idea di lavorare sullo stesso disegno con altri.

Sono proprio infantile.

lunedì 12 luglio 2010

Papiro #27

no. Uffa. Un altro papiro è andato... ma non è venuto bene. Uffa. Devo migliorare. Decisamente. Con i volti, a volte mi riescono abbastanza bene, altre, e questo è il caso, no. Non riescono proprio a rassomigliare. Si vede che mi mancano studi artistici.

Per il resto, tutto sommato non mi dispiace troppo. La cosa che più mi soddisfa è la postura, che mi ha preoccupato non poco in fase di bozzatura (non esiste questa parola, vero? beh, non ho voglia di scoprire come si dice in italiano... potrei dire "durante l'abbozzo"... sarebbe meglio sì... pazienza).

Anche per i capelli... Se non si capisce ha dei bigodini... e quelli circa sono venuti... mentre sotto i capelli mossi... quelli meno... adoro disegnare i capelli lisciiiiiiiiiiiii!!!!!!! :'(

Vabbè, vediamo il disegno, che poi vado anche a dormire.

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